Associazione Guide E Scout Cattolici Italiani
Alcuni giovani di Pentedattilo, con alcuni artisti, hanno cercato di rendere il borgo abitabile, trasferendovisi, acquistando alcune casette e restaurandole. Questi giovani, riuniti in una associazione chiamata FART provarono inoltre ad attirare l’attenzione sul paese organizzando eventi per richiamare la presenza di turisti. Ma anche l’attenzione di chi voleva che Pentadattilo rimanesse isolata, è stata richiamata e i giovani che abitavano in Pentadattilo ne hanno pagato le conseguenze subendo alcuni atti intimidatori compreso l’incendio del 1991 dopo il quale i giovani hanno deciso di abbandonare il paese abbandonando il progetto di recupero e valorizzazione. Questo progetto è stato ripreso dalla AGESCI nel 1993 in occasione della realizzazione di un campo di formazione associativa LC sulla pedagogia dei segni: Pentadattilo è stato il luogo perfetto per la realizzazione del campo e l’interesse suscitato durante l’evento è stato interpretato come un segnale e un invito a fare “qualcosa“ di più, raccogliendo l’eredità di chi aveva abitato il paese prima di noi e vedendo in Pentadattilo un “laboratorio” per tutta l’associazione. Questa sfida è stata sostenuta dall’inizio dalla regione Calabria per gli aspetti organizzativi e dal livello nazionale grazie alla realizzazione di eventi di formazione. La branca RS ha trovato in Pentadattilo un luogo in cui coniugare l’esperienza di servizio e di riflessione sulla cittadinanza. Altre Associazioni locali, nazionali ed internazionali hanno aderito al progetto condividendone i fini e le modalità di attuazione. Pentadattilo ha ospitato in questi anni più di 1.000 giovani provenienti da tutta Italia e dall’Europa stringendo con loro una alleanza particolare.
Al momento dell’abbandono c’erano solo alcuni punti luce nel paese: davanti la chiesa, nella piazza, all’ingresso del paese e di fronte all’ufficio postale.

