Monasteri e luoghi di culto

IV Zona - Valletuccio

3.10 10 maggio 1323. Arch. Segr. Vat. Concessione di domini ecclesiastici. Re Roberto ottiene da Giovanni XXII che...

... pro securitate Regni sui ad quatriennium teneat castrum Tucchii cum fortilicio Pentedactili et castrum Scilli, que in frontem insule Sicilie sistunt et ad monasterium S. Salvatoris Messanensis spectant, ac monasterium Scilli, donec interim fiat permutatio inter dictum regem et Archimandritam 104 .

4. anni 1326-28. Rationes decimarum.Protopapa "terre Pentedactili.... "105.

5. anno 1328. Rationes decimarum. "Clerici Vallis Tuchii et Terre Pentedattili:Presbiter Johannes prothopapa ..." 106.

6. 31 Luglio 1595. mons. A. D'Afflitto, Visit. Il prelato visita la chiesa protopapale dei SS. Apostoli Pietro e Paolo, la chiesa dittereale di S. Costantino, la chiesa parrocchiale di S. Nicola, la chiesa e il convento domenicano della Candelora, le chiese di S. Salvatore, della Madonna delle Grazie, di S. Maria della Scala, dei SS. Fabiano, Rocco e Sebastiano, di S.Leonardo, della SS. Annunziata 107. Incontra cinque preti greci "cioè il protopapa Domenico Cardea, il dittereo Domenico Arato, Michele Misiferi, Martino Arato e Pietro Daniele, semplici preti; un diacono e quattro chierici 108. Il protopapa Domenico Cardea "optat transferri ad ritum latinum 109.

7. 1 Novembre 1605. Decreto di mons. D'Afflitto. Si sopprime la chiesa parrocchiale di S. Nicola e se ne concedono i beni alla dittereale di S. Costantino; si sopprime il beneficio della chiesa di S. Maria della Scala e se ne trasferiscono i beni alla chiesa protopapale dei SS. Apostoli Pietro e Paolo 110.

8. a. 1652. mons. Matteo di Gennaro, Il Sinodo dioc. (8-10 nov. 1672).Papa Innocenzo X, con Bolla "Instaurandae" sopprime il convento domenicano della Candelora e ne concede i beni alla chiesa propopapale dei SS. Apostoli Pietro e Paolo"111.

9. a. 1655. La chiesa protopapale è già divenuta arcipretale. Le viene apposta una epigrafe col seguente testo:

"D. Dominicus Toscano Boven(sis), primus latini ritus post Graecos Archipresbyter, hanc matricem ecclesiam divi Petri principis Apostolorum oppidi Pentedactyli auxit et ornavit. A. D. 1655" 112.

10. anni 1783 sgg. Documenti vari. il paese, gravemente danneggiato e in pericolo di frane dopo il terremoto, tende ad emigrare verso i suoi due casali di Melito e di Ghorio, già formati da precedenti emigrazioni delle popolazioni di Pentedattilo. Si propone di fondare un nuovo paese presso la marina, nel luogo detto di Porto Salvo in due contrade che furono possesso di S. Nicolò di Strozzi e di S. Nicola di Calamizzi, di Reggio Cal., poi passati alla Cassa Sacra. La chiesa arcipretale, gravemente lesionata, viene alla fine demolita e al suo posto si costruisce una baracca.

a) 8 febbraio 1786. Supplica del popolo di Pentedattilo allo "Ecc.mo Sig. D. Francesco Pignatelli ten. gen. e Vic. generale delle Calabrie" (Firmata dal sindaco Paolo Alati,dagli eletti, dai cittadini e dal cancelliere):

... E per ultimo si supplica che se non avranno luogo le nostre preghiere riguardo alla trasmigrazione del paese... si compiaccia almeno ordinare la riedificazione della Chiesa Parrocchiale la quale per causa dei tremuoti si trova in più posti lesionata in maniera che il popolo non si può congregare senza mettersi a rischio di perdere la vita". 113.

b) 24 maggio 1786. "Progetto della riedificazione di Pentedattilo nel sito alla marina detto Porto Salvo"(firmato: Pietro Afan de Rivera):

... Egli è vero che il numero de' fuochi si vede successivamente diminuito, talché dal numero di 1024, che eran da principio, e che al presente si trovano ascritti all'Università di Pentidattilo, appena 106 sono rimasti nell'antica terra, e gli altri si sono dispersi per il territorto, formando due Villaggi, il primo alla marina detto Melito e l'altro alquanto distante dal mare detto Ghorio 114.

c) 28 maggio 1786. Verbale di Pubblico Parlamento in Pentidattilo.

Congregato pubblico Parlamento dalli mag. Sindaco e Regimentari di questa Università, si propone a voi onorati cittadini qualmente, essendo venuto qui l'Ill.mo Sig. D. Giov. Battista Mori, ingegnere di S. M. (Dio guardi) per fare osservare la perizia da lui fatta per la riedificazione del nuovo paese nel luogo detto Porto Salvo, e propriamente nelle due Terre, una di S. Nicolò di Strozzi, e l'altra di S. Nicolò di Calamizzi di Reggio, oggi della Cassa Sagra....... 115.

d) 6 luglio 1786. Certificato del Sindaco di Pentidattilo (Paolo Alati).

Si certifica e fa fede per noi sottoscritti del Reggimento della Università di questa Terra di Pentidattilo in provincia di Calabria Ultra, per ordine e richiesta del signor D. Giovan Battista Mori Ingegnere di Sua Maestà, che il numero dei fuochi componenti l'Università suddetta, comprese le sue pertinenze della Villa di Melito e casale di Ghorio, ascende al numero di centoventicinque... Si accerta inoltre che la Terra suddetta e la sua villa di Melito e casale di Ghorio formano un sol corpo di Università governata di un Sindaco e Reggimento e di un Governatore di giustizia, e questi tre luoghi sono un solo feudo; e poco tempo fa facevano una sola parrocchia sotto l'Arciprete di Pentidattlio, e per essere poi cresciuta la popolazione nella villa di Melito si traslatò dall'arcivescovo di Reggio (colla condizione ad tempus) la Dittereale di Pentidattilo, segregando detta Villa dalla cura dell'arciprete, restando solamente annesso all'Arciprete il Casale di Ghorio... 116.

e) 6 gennaio 1788. Verbale di pubblico Parlamento in Pentidattilo.

Congregato Pubblico Parlamento, ecc....

Che questa chiesa arcipretale, come che in tempo da flagelli restò gravemente lesionata, in modo tale non si può, senza pericolo di detta popolazione in essa intervenire, se mai non si abbia sollecitamente accomodata e resa sicura...117.

f) s. d. Esposto al "Sig. Governatore e Corte di Pentidattilo"(firmato: Sindaco Andrea Curatola).

Il Sindaco e Reggimento dell'Università di Pentidattilo in nome di tutto il pubblico rappresenta a V. S. Ill.ma... La chiesa parrocchiale anche gravemente lesionata minaccia di rovinare ed oltre a tal pericolo li sepolcri della medesima, anche dai tremuoti lesionati nelle lamie, mandano un fetore eccessivo, specialmente quando si seppellisce un cadavere... 118.

g) s. d. Notifica all'"Ill.mo Sig. D. Francesco De Bonis, Ispettore per la Cassa Sacra di Reggio e suo dipartimento".

Il Sindaco D. Paolo Alati della Terra di Pentidattilo a nome e parte di tutta la popolazione della medesima supplicando rappresenta a V. S. Ill.ma che la chiesa arcipretale di detta Terra, dietro un suo venerato rescritto alle suppliche del passato Sindaco, antecessore del supplicante, e dell'arciprete della stessa, D. Antonio Cilea, previa la perizia di due esperti fabbricatori e falegnami, rispettivi mastro Filippo Piccolo e mastro Ignazio Nicolò, ambi di Reggio, fu a spese pubbliche per la maggior parte diroccata nelle rovinose mura e ridotta per quanto le circostanze lo permisero in baracca... 119.

Notizie e pareri

1. a. 1655. Viene soppresso il beneficio della chiesa dei SS. Fabiano, Rocco e Sebastiano e ne vengono trasferiti i beni alla chiesa protopapale dei SS. Apostoli Pietro e Paolo 120.

2. a. 1725. Teodoro Alberti, Marchese di Pentidattilo costruisce a Chorio la chiesa di S. Teodoro 121.

3. a. 1861. Censimento generale della popolazione italiana.

Alla data della prima rilevazione generale delle minoranze straniere, eseguita in sede di censimento subito dopo l'unità (1881), popolazioni di dialetto greco esistevano altresì (sc.: oltre che nel territorio di Bova e dell' Ammendolea) a Cardeto, Pentedattilo, S. Agata di Gerace e ancora a Mosorrofa, frazione del comune di Cataforio sopra Reggio. In questi quattro villaggi veniva indicata come greca la totalità degli abitanti. Doveva trattarsi peraltro di una generalizzazione fortemente anacronistica, se solo quarant'anni più tardi la sommersione della grecità vi sarebbe risultata completa e definitiva 122.

R. Minasi stima che lo stagno attraversato da S. Elia il Giovane sia quello ai suoi tempi esistente in contrada Lacco ( λ 3°21'07" φ 37°57'55" Foglio di Melito Porto Salvo 263 I NO 33SWC 70/7/02/3) cui lo studioso attribuisce l'etimologia λα χχος = cisterna 123.

C. Minicuci stima che il convento domenicano di S. Maria della Candelora sia stato fondato dal marchese Francopetra e lo ritiene esistente "fin dal 1511" 124.

Il Russo, invece, ritiene che la chiesa della Candelora possa avere origini normanne o bizantine e stima che la cappella del SS. Sacramento sia "corrispondente alla chiesetta bizantina del tempo in cui la cittadina seguiva ancora il rito greco" 125. Egli non indica i motivi di questa sua opinione, ma in altra pagina della stessa opera riporta la seguente notizia: "S. Maria della Candelora di Pentidattilo è ricordata per l'ultima volta nel 1430, anno in cui Martino V l'aggregò a S. Maria de Cereto o, forse meglio, de Terreti" 126. Anche la chiesa protopapale e la dittereale sembrano al Russo molto antiche. Per la prima parla di veneranda antichità e della seconda, S. Costantino, dice che esisteva in epoca "bizantino-normanna" 127. Al rito greco in Pentidattilo accennano P. P. Rodotà 128,G. Morisani 129, R. Cotroneo 130.

Osservazioni

La contrada Lacco dove Minasi ritiene fosse lo stagno attraversato da S. Elia il Giovane è molto vicina al luogo dove sorgeva il monastero di S. Giorgio di Valletuccio e perciò è particolarmente suggestiva l'opinione dello studioso; tuttavia non so se non si debba piuttosto prendere in considerazione la contrada Pantano sulla costa, cioè la vera e propria Salina, un chilometro e mezzo ad ovest della località S. Elia e due chilometri e mezzo ad ovest della fiumara S. Elia (λ 3°15'51" φ 37°56'05" Foglio di Melito Porto Salvo 263 I NO 33SWC 63/0/99/0).

I Dati 2 e 3 (e nota 104) parlano di rapporti fondiari tra il mon. di S. Pancrazio di Scilla, la terra di Pentidattilo e l'archimandrita di S. Salvatore di Messina, che era inoltre possessore di Valletuccio, valle attigua al territorio di Pentidattilo. La chiesa di S. Teodoro indicata in Dato 2 come sita " al di là" o "dalle parti di" Pentidattilo ritengo che sia il titolo di S. Teodoro presso Bagaladi131cui anche attribuisco la notizia della decima pagata "in Valle Tucchi" nel 1310 dal "capellanus ecclesie S. Theodori." (cf. nota 106). Vicino Bagaladi c'è una località chiamata S. Teodoro, forse possedimento della chiesa, tra la fiumara Pietre Bianche e la fiumara Tuccio (λ 3°21'11" φ 38°01'50" Foglio Bagaladi 254 II NO 33SWC 70/5/09/9). La terra della Saetta è a mio parere la Punta delle Saette, cioè il piccolo estuario che si sporge tra Capo dell'Armi e la fiumara di Melito o del Tuccio, alla foce della fiumara Molaro II (λ 3°15'00" φ 37°56'33" Foglio di Melito Porto Salvo 263 I NO 33SWB 61/8/99/8)132.La località αρ ;χίύα si identifica faciimente con Arcina, frazione sita presso la marina sulla riva sinistra del Tuccio (λ 3°21'11" φ 37°55'26" Foglio di Melito Porto Salvo 263 I NO 33SWB 70/8/97/8).

Considerando i clerici di Valletuccio ricordati nelle collectoriae degli anni 1310, 1324 e 1328 (cf. Dato 5 e nota 106), come ho già detto il "capellanus ecclesie S. Theodori", cioè il "praesbiter Iohannes Michaelis" (collectoria a. 1310) o "Michale"(collectoria a. 1324), credo che appartenga alla chiesa di S. Teodoro dl Bagaladi; il 'casalis Teramis" di cui nel 1310 è ricordato il "praesbiter Sergius", credo che abbia attinenza con la chiesa dittereale di S. Maria di Ceramia nel paese di S. Lorenzo; non so dove sono le chiese di S. Basilio e la contrada Calemassaro, mentre Porto Venere è evidentemente nella costa: ad ogni modo, i presbyteri di queste chiese e località non credo appartenessero all'abitato di Pentidattilo, ma ritengo che vi appartenesse il protopapa: cioè credo che il "protopapa vallis Tucchii" sia quello di Pentidattilo, non quello di S. Lorenzo. I motivi che mi fanno credere ciò sono: la rubrica della decima del 1328, in cui la terra di Pentidattilo è unita a Valletuccio e viene indicato un solo protopapa; i documenti come quello di Dato 3, attestanti la stretta connessione amministrativa tra Pentidattilo e Valletuccio; il fatto che sarebbe strano che mai, nelle collectoriae del XIV secolo pubblicate, fosse indicato il protopapa di una città così importante allora e sede di marchesato. Di contro, va considerato che anche S. Lorenzo fu sede di un protopapa che alcuni cognomi ricordati nelle collectoriae (Cordoma, Coratora) sono molto simili a cognomi ancora oggi tipici del paese di S. Lorenzo (Cordova, Curatola); che nelle collectoriae a. 1310 si parla di un "protopapa casalis Calognisam". Ma se si osserva che il paese di S. Lorenzo come tale non viene mai nominato prima del XV secolo (la prima notizia che ho ritrovato è quella della presa di possesso del paese da parte dell'archimandritato del S. Salvatore di Messina nell'anno 1416: cf. Zona IV, Chiese di S. Lorenzo, Dato 1), si può credere che la sua crescita o il suo incremento, con l'istituzione della sede protopapale, sia avvenuto attorno al 1400, forse anche per una emigrazione dalla terra di Pentidattilo (come avvenne più tardi per il paese oggi detto Chorio di S. Lorenzo, ma che nel sec. XVIII era Chorio di Pentidattilo: cf. Dato 10); la caratteristica dei cognomi non è peculiare (ad es. nei documenti del sec. XVIII indicati in Dato 10 c'è un Curatola sindaco di Pentidattilo); quanto alla indicazione del protopapa della collectoria a. 1310 dal casale Calognisani, siccome questa località per me è sconosciuta, mi resta indifferente avvicinarla a Pentidattilo oppure a S. Lorenzo. Oppure si vuole pensare che 'presbiter Nicolaus prothopapa casalis Calognisani" di collectoria a. 1310 sia quello dl S. Lorenzo e il "presbiter Iohannes protopapa" di collectoriae a. 1324 e a. 1328 sia quello di Pentidattilo?

Quanto all'opinione del Russo che il convento domenicano della Candelora di Pentidattilo fosse prima un monastero greco, ed alla notizia da lui riferita, senza indicazione di fonti, della aggregazione di questo supposto monastero a quello di S. Maria de Cereto o de Terreti, nel 1430, credo che la fonte sia una nota del Lubin, il quale però parla di S. Maria della Candelora di Bova, come Russo stesso annota in un altro suo studio:


Abbatia tit. S. Marise de Cereto, Dioec. Bovensis in Calabria Ulteriori, ita Cod Taxar. Cam. Apostolicae, similiter Pax Jordanus in suo Abbatiarum Catalogo. Codex Taxarum D. Passionaei dicit esse Ordin. S. Basilii, asseritque illi unita Monast. S. Michaelis extra muros Bovenses, et S. Mariae de Candelora, et S. Leonis de Alphinea Dioec. Regiensis, per Martin. V anno 1430 133.

In effetti, si tratta qui di monasteri vicino Bova e S. Maria de Cereto è la rinomata Badia di S. Maria di Tridetti.

Aggiunta

Ho ripreso l'argomento della chiesa di S. Teodoro e del protopapa di Pentidattilo in un articolo che uscirà nella rivista "Historica". A parte le considerazioni sulla opportunità di identificare la chiesa di Dato 2 con la parrocchiale di Bagaladi, e sulla maggiore probabilità che nel XIV secolo fosse Pentidattilo l'unica sede protopapale di Valle Tuccio, considerazioni più ampie ma non dissimili da quelle più sopra esposte, ho trascritto alcune testimonianze che documentano la morte fisica, credo, della chiesa di Dato 2 e la nascita e la morte fisica della chiesa di S. Teodoro eretta a parrocchiale da mons. A. D'Afflitto nel 1628. Ne darà indicazione nella aggiunta alle chiese di Bagaladi. Una recente pubblicazione di C. Trasselli ha risolto il mio piccolo enigma di Catona: in un atto del notaio reggino Francesco Perrone rogato il 5 novembre 1533 si ricorda la "contrada Machillari nominata La Catuna" nel territorio di Motta S. Giovanni (TRASSELLI, pp. 36 e 56). D'altra parte il toponimo, che significa "locanda" (cf. ROHLFS, Lexikon, p. 225) può avere avuto una diffusione maggiore di quanto oggi non risulti. In Russo, Regesto, fra i chierici di Valle Tuccio, è nominato Giovanni protopapa per l'anno 1325 (I, 4115), per il 1326 (I, 5390) e per il 1328 (I, 6001), mentre per lo stesso anno Giovanni protopapa è elencato fra i chierici di valle Tuccio e della Terra di Pentedattilo (I, 6129-6130).

104. Russo, Storia dell' archidiocesi, I, p. 336 e nota 49; fonti indicate: 'Reg. Vat. 75 f. 980 ep. 1023; Reg. Aven. 18 f. 553; Mollat, Jean XXIII, Lettres communes, Paris 1904-1947, vol. 16 n. 17247; Codice Vat. Lat. 8201 ff. 32-34'. Ancora Russo, Storia dell' archidiocesi,I, p. 372, riporta dallo stesso codice, Vat. Lat. 8201, f. 327, la seguente notizia: "Il 15 febbraio del 1283 l'Archimandrita Giacomo (del S. Salvatore di Messina) scrisse agli uomini di Tucchi perché aiutassero Barnaba, economo del monastero, a recuperare il castello di Pentedattillo, ceduto nelle mani degli Almugaveri". Probabilmente a questa vicenda si riferisce l'abbozzo di lettera di Barnaba, egumeno di S. Fantino: cf. monastero di S. Fantino di Valle Tuccio, Dato 2.

105. GAY, Notes sur la conservation,p. 60. Ritengo si tratti dell'annotazione riferita in Dato 5.

106. VENDOLA. Rationes decimarum, p. 353 n. 5331. Nelle collectoriae a. 1310 è ricordato il "capellanus ecclesie S. Theodori". Per maggiore comodità riporto la lista di tutti i presbyteri di Valle Tuccio nominati nelle collectoriae del 1310 e del 1324:

Decime anno 1310: In valle Thucii eiusdem regine dioecesis (...) 3761. Presbiter Nicolaus prothopapa Casalis Calognisani prefate vallis Thutii... 3762. Presbiter Andreas capellanus ecclesie S. Basilii Parvi... 3763. Diaconus Nicandrus... 3764. Presbiter Basilis capellanus ecclesie S. Basilli Maioris... 3765. Presbiter Johannes Michaelis capellanus ecclesie S. Theodori... 3766. Presbiter Bartholomeus de Calemassaro... 3767. Presbiter Iohannes Cordamo... 3768. Presbiter Andreas Cordamo... (...)3770. Presbiter Iohannes de Portu Veneris... 3771. Presbiter Leo Conda..... 3772. Presbiter Saponus... 3773. Presbiter Peregrinus de Pisone... 3774. Presbiter Romanus... 3775. Presbiter Theodorus... 3776. Presbiter Sergius... 3777. Presbiter Costantinus... 3778. Presbiter Sergius Casalis Teramis... 377. Presbiter Andreas... 3780. Presbiter Mule... (Vedola, Rationes decimarum. pp. 267-268, nn. 3761-3768; 3770-3780).

Decime anno 1324: Clerici Vallis Tucci Greci die XXI aprilis

Prebiter Joannes protopapa... Presbiter Joannes Marabuti... Presbiter Nicolaus Puilitronus... Presbiter Andreas Cordoma... Presbiter Basilius Geratari... Presbiter Sergius Coratora... Presbiter Joannes Michale... Presbiter Nicolaus Mandarano... Presbiter Mule Eblaniti... Presbiter Stephanus Eblaniti... Presbiter Joannes de Sergio... Presbiter Andreas Rutanus... Presbiter Constantinus Castrorelli... Presbiter Leo Romarissi... Presbiter Leo Nichiforo... Presbiter Basilius Volontà... Presbiter Petrus Fellonus... (VENDOLA, Le decime ecclesiastiche, pp. 232-233).

107. Minicuci, pp. 52-53.

108. Minicuci, p. 53; DE LORENZO, Un secondo manipolo, p. 35 (lo studioso conta sei preti greci, forse includendovi il diacono); Russo, Storia dell'archidiocesi, II, p. 53 (indicazione come il De Lorenzo).

109. Minicuci, p. 54. Il dittereo D. Amato "è così ignorante che l'Arcivescovo si vede costretto a sospenderlo; il prete Michele Misefari sa solo leggere il greco, ma "nescit scribere et rudimenta fidei", per cui viene sospeso. Invece D. Martino Arato e D. Pietro Daniele si arrabattono alla meglio e vengono tollerati.: Russo, Storia dell'archidiocesi, II, p. 54, senza indicazione dell'anno della visita.

110. Minicuci, p. 52.

111. "Et cum per felicis recordationis Innocentii X Constitutionem, quae incipit "Instaurandae" nonnulli Dioecesis nostrae Regularium conventus fuerint suppressi, prout sunt...in terra Pentydactili conventus Sanctae Mariae de Candelora, Ordinis Predicatorum, quorum redditus et proventus earundem Terrarum archipresbiteralibus Ecclesiis fuerunt perpetuo uniti prout ex eorundem locorum visitationibus per nos habitis latius apparet....": Secondo Sinodo diocesano dell'arc. Matteo Di Gennaro, Tit. "De regularibus', par. XIII: testo riferito da Minicuci, p. 65; cf. anche Russo, Storia dell'archidiocesi, II p. 25.

112. Minicuci, p. 54. Il Russo aggiunge che Domenico Tuscano succedette a Domenico Cardea e resse la chiesa arcipretale dal 1634 al 1672; egli nota anche che "si trovano tracce del rito greco in... Pentidattilo... fino al 1740": Russo, Storia dell'archidiocesi, II, pp. 54-55, senza indicazione di fonti.

113. MANDALARI, La terra di Pentidattilo, p. 144, doc. X.

114. ID., p. 201, doc. XIII.

115. MANDALARI, La terra di Pentidattilo, p. 217, doc. XIV.

116. ID., p. 132, doc. V c.

117. ID., pp. 219-20, doc. XV.

118. ID., pp. 233-35, doc. XXI.

119. MANDALARI, La terra di Pentidattilo, pp. 237-38, doc. XXV.

120. RUSSO, Storia dell'archidiocesi, II, p. 25, senza indicazione di fonti.

121. ID., II, p. 30, senza indicazione di fonti.

122. SPANO, p. 145; cf. anche, nello stesso, tav. VIII (fra p. 148 e p. 149): Successiva contrazione della Calabria greca dalla metà del Cinquecento ad oggi; e specchietto di p. 153: La grecità linguistica nell'Italia meridionale secondo le rilevazioni ufficiali dal 1861 al 1921.

123. MINASI, Lo Speleota, p. 183.

124. MINICUCI, p. 57.

125. RUSSO, Storia dell'archidiocesi, I, p. 304 e II, p. 159. La cappella riedificata, secondo un'iscrizione apposta al campaniletto a vela, da "dittereo e popolo" nel 1930, è orientata e misura m. 4,4O x 5.

126. ID., I, p. 373, senza indicazione di fonti: ma cf. più sotto, Osservazioni.

127. ID., II, p. 25; l'autore non indica i motivi di questa sua opinione.

128. RODOTÀ, I, p. 410.

129. MORISANI, p. 247.

130. COTRONEO, Il rito greco, p. 41.

131. Cf. Chiese di Bagaladi, Osservazioni e Visita, ma soprattutto cf. Aggiunta.

132. Nelle antiche carte è indicata come "Punta delle Saiette" cf. la carta settecentesca di Domenico de Rossi "Provincia di Calabria Ultra gia delineata dal Magini e nuovamente ampliata secondo lo stato presente, Roma, s.d. (segnatura della Bibl. Ap. Vaticana: St. Geogr. 1, 540).

133. RUSSO, I monasteri greci, p. 121 e nota 9. Il testo del Lubin è in Abbatiarum Italiae, p. 98.

   
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