La rocca di Pentedattilo

....ardita scultura conglomeratica formatasi nel Miocene, è posta sulla linea di spartiacque tra la piccola valle del torrente San Vito e quella, ben più grande della Fiumara di Montebello. Emerge prepotentemente con pareti verticali per un dislivello di circa 200 metri dal suo basamento di filladi. Incastonato alla base di questa imponente struttura naturale sorge l'antico borgo omonimo, perfettamente integrato con l'ambiente circostante.
Dalle propaggini più alte di Pentedattilo si può ammirare il paesaggio intatto e selvaggio spaziando dalla macchia mediterranea che cinge, con i suoi ulivi e mandorli, gli antichi sentieri dei pastori, i vecchi mulini ad acqua lungo le fiumare e gli "armaceri", i muri di contenimento costruiti senza l’uso di alcuna malta.

Guardando ad Est, in lontananza arroccata sul monte, si scorge Bova, capitale dell’area grecanica. La rocca di S. Lena coincide con il Nord e ad Ovest troviamo lo spuntone arenario di Prasterà, dove, secondo la leggenda, S. Elia, monaco bizantino, si ritirò in eremitaggio.

A Sud la mole dell’Etna, il grande vulcano imbiancato di neve durante tutto il periodo invernale.
La grande emigrazione dalla Calabria ed il perentorio abbandono del borgo di Pentedattilo nel dopoguerra hanno influito negativamente sul centro abitativo rurale ma, paradossalmente, è stata favorita la biocenosi, ovvero l’associazione biologica di specifici organismi vegetali e animali, conviventi nel medesimo ambiente.

Il Clima
L'analisi microclimatica sulla base dei dati termopluviometrici rilevati dalla stazione molto prossima di Melito P.S. (7 m.s.l.m.) presenta i seguenti dati:
Temperatura media annua: 18,7 °C
Temperatura media mese più freddo: 11,0 °C
Temperatura media mese più caldo: 27,1 °C
Temperatura massima mese più caldo: 32,7 °C
Temperatura minima mese più freddo: 7,3 °C
Media dei minimi annui: 2,1 °C
Media dei massimi annui: 37,9°C
Escursione termica:16 °C

Il regime pluviometrico si concentra soprattutto nel periodo Novembre - Dicembre. Le precipitazioni medie annue registrano una piovosità, di 563 mm. Il periodo estivo risulta molto siccitoso e arido con precipitazioni medie maggiori di 16 mm.
Dai dati si evidenzia il regime climatico termomediterraneo, con temperature estive elevate e siccità accentuata, inverni miti e maggiormente piovosi rispetto alle altre stagioni. I valori precedentemente riportati evidenziano altresì che il periodo di siccità si protrae per quasi cinque mesi.

Da una recente ricerca sulla flora di Pentedattilo è stata riscontrata la presenza di specie endemiche. Queste piante adattatesi alle condizioni ambientali particolari, al clima secco con temperature medie elevate, al substrato roccioso sferzato dalle piogge e dai venti, hanno contribuito a rendere questo microcosmo vegetale di grande interesse ecologico.

Alcune di queste piante, essendo a rischio di estinzione, sono state inserite nel libro rosso delle piante d’Italia curato dal WWF.

Allium pentadactyli. L’aglio di Pentedattilo è sicuramente la più peculiare delle specie di allium dell’Aspromonte. Pianta di nuova determinazione, rupicola, le sue origini sono molto antiche e sono riconducibili a circa 65 milioni di anni fa, nell’era terziaria. È caratteristica per avere una spata bivalve che avvolge una infiorescenza rivolta tutta da un lato. Grado di rischio: Vulnerabile

Centaurea pentadactyli. Il fiordaliso di Pentedattilo è una pianta perenne , con un fusto sotterraneo allungato e radici allungate, portante normalmente rosette sterili. Presenta steli, talora uno solo, privi di foglie, portanti alla loro estremità superiore il capolino. I fiori sono roseo porporino.

Dianthud brutius subsp. pentadactyli. Elemento tipico delle rupi di natura conglomeratica. È detto anche garofano di Pentedattilo. Predilige le rupi fresche ed ombreggiate, a quote comprese fra i 400 m. e 900 m. lo si trova spesso associato al fiordaliso di Pentedattilo

Silene calabra. È una nuova specie trovata nel 1989 , conosciuta in tre località del versante ionico meridionale dell’Aspromonte, cresce a quote comprese tra i 100 m. e gli 800 m., è confinata ad habitat di rupi di natura conglomeratica. In particolare è stata segnalata in Aspromonte, oltre che sulle pendici di Pentedattilo, anche a Bova lungo le pendici del castello e presso S, Carlo, sulle pendici del paese. È una pianta perenne, con portamento robusto, fiori grandi di colore bianco o roseo. Le rosette di foglie basali sono persistenti e i denti del frutto, che è una capsula, sono ben sviluppati e rotondeggianti. Grado di rischio: A minor rischio.

Crepis aspromontana. Anche la radichiella dell’Aspromonte è una nuova specie, trovata nel corso di una ricerca floristica del 1993, ed è stata segnalata, oltre che nelle rupi di Pentedattilo, anche a Sant’Andrea sotto Terreti, a Motta S. Giovanni, sulle rupi presso Platì, a Bova e ad Amendolea Vecchio. Si rinviene sul versante ionico dell’Aspromonte, dove è localizzata in conglomerati o rocce calcaree, cresce nelle fessure insieme con altre casmofite, cioè piante che prediligono substrati rocciosi. È una specie singolare legata alla condizioni ambientali con carattere di aridità. Pianta erbacea, è alta da 12 a 35 cm., le cui caratteristiche più salienti sono: la robusta struttura, una radice duramente legnosa, foglie basali ben sviluppate, foglie del fusto che si avvolgono alla loro base attorno ad esso. L’infiorescenza è di colore giallo.

Orchis italica. Pianta perenne, bulbosa, raggiunge un’altezza compresa tra i 20 ed i 30 cm., e fiorisce da aprile a maggio. Viene denominata volgarmente "uomo nudo" perché osservando il fiore frontalmente, esso somiglia ad una sagoma umana. Grado di rischio: minor rischio

Phlomis fruticosa. Il salvione giallo è un arbusto ramoso che cresce in stazioni rocciosi e raggiunge un’altezza massima di circa 1,3 cm., i fiori sono color giallo intenso e le foglie ricoperte di pelo che danno riflessi bianchi. Fiorisce da marzo a maggio. Questa pianta si trova solo in alcune regioni del sud e sulle isole. Grado di rischio: minor rischio.

Scabiosa cretica. La vedovina delle scogliere è un’erba perenne con portamento cespitoso raggiungente un’altezza massima di 90 cm. I fiori sono color lilla, abbastanza vistosi. La troviamo fiorita da aprile a maggio in habitat rupestri di natura calcarea. Grado di rischio: gravemente minacciata.

Domenico Morabito

   
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