Narratore e saggista inglese, fu un viaggiatore cosmopolita che scelse di diventare un romanziere e uno scrittore di viaggi, ma soprattutto un homo mediterraneus, innamorato del Sud d’Italia che percorse in lungo e in largo, a piedi, a dorso di mulo, in carretto, in diligenza o in treno, e al quale dedicò alcuni libri giustamente famosi, in patria e all’estero, come South Wind (1917) e Old Calabria (1915); il migliore di tutti quest’ultimo, tradotto in un numero infinito di lingue, fu scritto in una stanzetta ammobiliata nella periferia di Londra e nella mitica sala di lettura del British Museum. Il corteggiamento di Douglas al Mezzogiorno d’Italia cominciò presto per diventare poi un amore appassionato, fedele e lucido. Nel 1888, a vent’anni, visitò per la prima volta il Bel Paese e questo viaggio fu per lui, come lo era stato per altri nordici, una resurrezione fisica e morale. Nel 1907 visitò la Calabria per la prima volta e vi ritornò nel 1911 e ancora nel 1937. Della Calabria amava la natura selvaggia, i mari cristallini, le popolazioni fiere e il sovrapporsi di tracce e memorie storiche. Vecchio, sardonico e pragmatico, Douglas fu l’ultima leggendaria incarnazione novecentesca del viaggiatore britannico spregiudicato. Curioso di tutto, audace, astuto, resistente ad ogni disagio, poliglotta, osservatore di costumi e riformatore della politica, interclassista, democratico e alla mano, ma grande gentiluomo, simpatetico ma non sentimentale, Douglas (e i suoi libri che hanno la singolare qualità di conservare infatti il tono, il lessico e l’imprevedibilità di una vera conversazione tra amici) rappresenta un’esperienza umana e una lettura rinfrancanti, istruttive e divertenti; e soprattutto così acute da essere in anticipo sui nostri tempi e sulle nostre idee.
Old Calabria (1915) non solo è un gran libro di viaggio - eccentrico e anticonformista quanto deve - ma anche un’aggiornata e utile "enciclopedia" sulla Calabria, regione che l’autore percorse più volte durante la prima metà del Novecento, seguendone gli sviluppi e la storia. L’elenco delle curiosità e degli interessi di Douglas, così come affiorano nelle pagine del suo libro, è impressionante; ogni argomento da lui trattato porta con sé delle notizie, delle domande, delle riflessioni e soprattutto dei commenti di stupefacente attualità e così inattesi da aprire nuovi spiragli sulla realtà calabrese. Old Calabria è un eccellente strumento di geniale divulgazione della Calabria. Tutto quello che l’occhio dello scrittore riesce a scorgere, subito lo riguarda: Douglas non è mai indifferente o distratto; tutto quel che gli raccontano lo interessa, ed è un grande intervistatore; tutto quel che ha letto sulla Calabria - soprattutto gli amati Lenormant e Gissing - viene messo a frutto nel corso del viaggio. Il viaggiatore accorto, l’antropologo perspicace e l’intellettuale anticonformista convivono felicemente in Douglas.

